Cinema Teatro Roma: chiusura alla porte
Cinema Teatro Roma: scorrono i titoli di coda. L’unica sala cinematografica della Città bianca starebbe infatti per chiudere i battenti. La convenzione che per 18 anni ha garantito il funzionamento della struttura, scade il prossimo 13 marzo. E di firmare il rinnovo nessuno pare averne intenzione. A partire dal Comune. Più chiaro di così il sindaco della Città bianca, Domenico Tanzarella non poteva essere: “Per quanto mi riguarda non firmo. Il Comune in tutti questi anni si è caricato sulle proprie spalle buona parte del peso di un accordo studiato all’epoca allo scopo di garantire, per il bene della comunità locale, la rinascita dell’importante contenitore culturale. Allo stato non sussistono le condizioni affinché l’intesa sino ad oggi rispettata dalle parti possa essere ulteriormente prorogata”.
E così, di fronte alle problematiche sul tappeto, il primo cittadino ammette: “E’ assolutamente reale, purtroppo, il rischio che il Cinema Teatro Roma possa cessare la propria attività”.
Sta dunque per spezzarsi il patto di ferro tra Palazzo San Francesco, il gestore dell’impianto, Carmelo Grassi (peraltro orientato a puntare sulla gestione di una saletta da 100 posti alla periferia della città, già in fase di completamento) ed il proprietario del “Roma”, Erasmo Buongiorno. Semplice la partita di giro: il Comune di Ostuni, per garantirsi l’utilizzo del Cinema-Teatro, in occasione di eventi istituzionali o comunque organizzati con il patrocinio della Pubblica amministrazione locale, corrisponde al gestore un contributo annuo di circa 36.000 euro (più Iva). Grassi, a sua volta, versa nelle casse dell’imprenditore titolare della sala, una somma pari a circa 2.400 euro al mese, quale canone d’affitto. Così sino ad oggi. Così sino alla rottura che appare insanabile.
“L’amministrazione comunale – spiega il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella – ha ritenuto sinora di accettare il rapporto contrattuale, peraltro ritoccato nel corso degli anni sotto il profilo economico. Uno sforzo compiuto per gli evidenti riflessi sul piano sociale e culturale derivanti dall’attività della sale. Fin qui ci siamo mossi guardando ad un solo obiettivo: garantire la continuità di un servizio ormai abitualmente utilizzato dalle scuole e dalle associazioni locali che, diversamente, rischierebbe di essere per loro difficilmente accessibile per i costi che indubbiamente verrebbero richiesti; senza dimenticare l’organizzazione della stagione di prosa. Chiedere però oggi al Comune di farsi protagonista e garante di un ulteriore sforzo e di un maggiore impegno non è possibile”.
Le dinamiche sono evidenti. E Tanzarella le sintetizza così: “Da un lato c’è il gestore della struttura costretto a fare evidentemente i conti con la crisi di spettatori che attanaglia su scala nazionale il mercato delle sale cinematografiche. Crisi che andrebbe aggredita anche con investimenti tecnologici e strutturali per adeguare e ammodernare gli impianti. Altrimenti, comprendo bene che sopportare i costi di gestione di una struttura da 400 posti a sedere diventa un’impresa faticosa. In questo contesto una cosa dovrebbe risultare comunque chiara a tutti: non competono al Comune i costi di rinnovamento della sala”.
Fine, dunque? Parrebbe proprio di sì: dopo 18 anni. Tanto è durata la resurrezione del “Roma”. A sancirla fu una delibera di Consiglio comunale del 22 dicembre 1993, con la quale si approvò lo schema di convenzione, segnando l’inizio dell’era Grassi, con l’impresario impegnatosi a mantenere in esercizio l’attività del cinema-teatro per la durata di 9 anni (poi prorogati ad altri nove) nonché a garantire in favore del Comune una serie di prestazioni consistenti in 75 giornate complessive riservate a vario titolo per le manifestazioni ed iniziative promosse nel corso dell’anno dalla civica amministrazione locale. Da qui il “contributo” annuale che il Comune ha sempre versato a favore dell’imprenditore brindisino.
Su queste basi la convenzione consentì nel 1994 la riapertura del cinema-teatro (che era chiuso dal 1988), rappresentando in tutti questi anni uno luogo sociale e culturale di altissimo rilievo, grazie anche ad una programmazione eccellente e di qualità sia in ambito cinematografico che teatrale.








