Cappelli, in carcere per trent’anni
BRINDISI - La giustizia presenta il conto ai killer della Sacra corona unita che insaguinarono la provincia di Brindisi negli anni Novanta. Ieri una nuova ordinanza di carcerazione è stato notificata ai domiciliari (dove era già detenuto) per altri fatti di sangue a Salvatore Cappelli. Diventa definitica la condanna per concorso nell’omicidio del carovignese Leonrado Santoro: 41 anni, brindisino, a Cappelli i carabinieri hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura generale di Lecce. Cappelli, era stato processato in primo e secondo grado nell’ambito dell’operazione Murder, è stato dunque riconosciuto responsabile di omicidio aggravato in concorso. L’omicidio avvenne nella campagne tra Carovigno e San Vito Al quarantunenne brindisino, già detenuto ai domiciliari, è stata addebitata l’esecuzione di Leonardo Santoro, freddato il 19 settembre 1994 in contrada Calacurto, lungo la statale 16 tra San Vito dei Normanni e Carovigno, mentre stava aprendo il cancello dell’abitazione di campagna del padre. Per i giudici della Corte d’assise d’appello, così come per il Gup che si espresse nel 2006, partecipò al delitto assieme a Vito Di Emidio, alias Bullone, e Benedetto Stano, detto Adriano che poi lo hanno accusato.
Leonardo Santoro pagò con la vita la decisione di collaborare con la giustizia presa da parte del nipote che si era pentito insieme ai fratelli Antonio e Salvatore Tagliente. L’agguato di Carovigno fu un segnale. L’organizzazione criminale, non a caso, prese di mira Leonardo Santoro: suo fratello, in precedenza era diventato collaboratore di giustizia.
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